Torna a scappare la Juventus mentre l’Inter cade a Bergamo. Il Napoli vince all’ultimo respiro, il Milan crolla a San Siro. Il derby romano dalle mille emozioni va alla Lazio.

Cagliari-Catania 0-0: Regna l’equilibro e la noia nel primo anticipo di giornata. Entrambe le squadre sono accorte e attente a non scoprirsi in modo eccessivo. Le uniche emozione le danno Sau per il Cagliari e l’estremo difensore dei catanesi Andujar. Entrambi gli squilli del match avvengono a fine primo tempo dove il giovane attaccante sardo va vicino per due volte al gol ma trova sulla sua strada l’ottimo portiere argentino. Nella ripresa è difficile trovare una vera azione pericolosa salvo un errore a inizio primo tempo dello stesso Andujar che Sau non è pronto a sfruttare. Con il passare dei minuti i 22 in campo si accontentano del pari e di un punto che, a suo modo, muove la classifica. Nei cagliaritani il migliore è sicuramente Sau, unico in grado di creare qualcosa, mentre per i siciliani Andujar, sempre attento e pronto. Male i reparti offensivi, troppo timidi e timorosi.
Pescara-Juventus 1-6: 9’ Vidal, 22’, 45’, 53’ Quagliarella, 25’ Cascione (P), 30’ Asamoah, 37’ Giovinco. I campioni d’Italia sono apparsi straripanti chiudendo il match già nei primi 45 minuti. Gli uomini di Alessio partono subito con il piede sull’acceleratore e dopo solo 9’ Vidal conclude una bella combinazione al limite dell’area con Giovinco per il vantaggio bianconero. La Juventus mostra subito di non volersi accontentare e al minuto 22 Quagliarella (decisamente uno dei migliori in campo) raddoppia. I padroni di casa però non ci stanno e la loro reazione è veemente, ma dura solo 8 minuti: prima Quintero colpisce il palo su una splendida punizione, poi Cascione trova il gol dell’1-2 provvisorio di testa e infine Nielsen va vicino al pari con un destro a incrociare che si spegne di poco sul fondo. Dopo questo forcing abruzzese la Juventus torna a fare la Juventus è alla mezz’ora è sul 3-1 con un gol in rovesciata di Asamoah da dentro l’area piccola, abile a sfruttare un rimpallo a suo favore. Al minuto 37 splendido il gol di Giovinco che calcia al volo di destro nell’angolino basso alla destra di uno sfortunatissimo Perin. A fine primo tempo ancora Quagliarella scatta in profondità e calcia in diagonale in modo perfetto: è 1-5, la partita è chiusa. Nella ripresa c’è spazio per l’ennesimo gol da cineteca di Quagliarella che segna in acrobazia su un calcio d’angolo al minuto 53 fissando il punteggio sul definitivo 1-6. Juventus che ha confermato di aver superato la sconfitta contro subita contro l’Inter tornando a mostrare quella fame e quel gioco che l’avevano contraddistinta mentre per il Pescara il giudizio è sospeso in quanto la squadra vista in campo questa sera ha mostrato eccesivi errori difensivi, non classificabili per una squadra che milita in Serie A. Come ultima nota c’è da segnalare l’ammonizione di Andrea Pirlo che salterà causa squalifica il prossimo match che vedrà la Juventus sfidare la Lazio.
Palermo-Sampdoria 2-0: 52’, 71’ Dybala. L’anticipo delle 12.30 regala una partita dalle due facce: un primo tempo equilibrato, dove entrambe le squadre si studiano e la paura di una possibile sconfitta spaventano i 22 in campo. La prima frazione di gioco si conclude a reti bianche, ma con un Palermo che cresce nel finale e va più volte vicino al vantaggio con il giovane Dybala, ma un Romero a volte fortunato e una precisione a volte carente fa terminare il primo tempo sullo 0-0. Nella ripresa sembra uscire dagli spogliatoi solo la squadra rosanero che al 52’ passa con il giovane talento argentino che sfrutta un assist di Brienza dopo un’azione prorompente sulla fascia sinistra. La Samp subisce il colpo, lo spauracchio della settima sconfitta consecutiva non aiuta e una ventina di minuti dopo subisce il gol del definitivo 2-0: in contropiede anche Dybala, ancora con il sinistro, batte Romero nell’angolo basso a sinistra. Prova a scuotersi la Samp ma non riesce mai ad essere veramente pericolosa senza impegnare seriamente Ujkani, rischia anzi di subire il gol del 3-0, sempre in contropiede, sempre con Dybala, ma questa volta Romero si oppone. Finisce 2-0, con 3 punti importantissimi per i rosanero che mostrano di iniziare ad assimilare bene i dettami di Gasperini mentre per i doriani è notte fonda e la settimana in preparazione al derby si fa più dura che mai.
Chievo-Udinese 2-2: 38’ Andreolli, 42’, 91’ Angella (U), 89’ Paloschi. Emozioni a non finire in un campo al limite del praticabile e sicuramente non degno della Serie A. I primi 30 minuti di gioco non riservano grandi emozioni con le squadre più che studiarsi tra loro studiano su come destreggiarsi sul campo. il risultato lo sblocca il Chievo al 38’ del primo tempo sfruttando un incerto Brkic che si fa sorprendere su calcio d’angolo e da due passi Andreolli insacca. Reagisce subito l’Udinese che trova il pari momentaneo con Angella che di testa batte Sorrentino. Nella ripresa il Chievo fa la partita sfruttando anche la stanchezza dei friulani dopo la partita di giovedì in Europa League. Gli uomini di Corini hanno poi un’occasione d’oro con un calcio di rigore dubbio: sul dischetto si presenta Luciano che però colpisce la traversa fallendo la massima punizione. Nel finale accade di tutto: al minuto 89’ ancora un rigore per il Chievo che provoca il rosso a Danilo e a Guidolin ma Thereau era partito in posizione di fuorigioco; sul dischetto va questa volta Paloschi che calcia centrale e realizza. La partita sembra finita ma l’Udinese con un uomo in meno si riversa in avanti e in pieno recupero trova il pari con ancora con Angella che sfrutta un rimpallo e batte Sorrentino. Un buon pari per entrambi le squadre.
Genoa-Napoli 2-4: 23’ Immobile (G), 54’ Mesto, 55’ Bertolacci (G), 79’ Cavani, 90’ Hamsik, 94’ Insigne. Partita bellissima a Genova che vede il Napoli passare all’ultimo secondo e non perdere le distanze dalla Juventus. Passa in vantaggio però un Genoa ordinato con Immobile che batte da dentro l’area De Sanctis sfruttando un tiro di Bertolacci deviato da Cannavaro. Il primo tempo termina con il Genoa in vantaggio. Nella ripresa Mazzarri inserisce Mesto e cambia la partita. Proprio l’ex genoano trova il pari da posizione impossibile (praticamente dalla linea di fondo) dopo un assist di Insigne. Il Genoa reagisce subito e dopo un minuto e di nuovo avanti con Bertolacci che sfrutta un assist di Antonelli. Sentendo la possibilità di fare un’impresa gli uomini di Del Neri si chiudono e aspettano il Napoli. A 10’ dal termine il solito immenso Cavani trova il pari dopo un assist splendido di Hamsik e dopo avere dribblato Frey. Mazzarri e i suoi ci credono e si riversano in avanti trovando il gol del sorpasso al 90’ con Hamsik che di testa sfrutta un cross dell’ottimo Mesto. Chiude il match Insigne sfruttando un contropiede a tempo praticamente scaduto. Ancora una sconfitta per il Genoa che la prossima giornata sarà impegnato in un derby caldissimo contro la Sampdoria. Bene in Napoli che ancora una volta si dimostra dipendente dal suo fuoriclasse Cavani, autore ancora una volta di una prestazione a tutto campo a livelli eccellenti.
Lazio-Roma 3-2: 11’ Lamela (R), 37’ Candreva, 45’ Klose, 46’ Mauri, 86’ Pjanic (R). Sotto un nubifragio (che ha anche causato una breve sospensione del match) la Lazio vince con merito un derby emozionantissimo. Parte bene la Roma di Zeman che dopo una decina di minuti passa in vantaggio con Lamela che forse con un fallo segna di testa su calcio d’angolo di Totti. Sembra il preludio della conferma della Roma vista contro il Palermo ma con il passare del tempo i giallorossi calano e ne approfittano gli uomini di Petkovic. Al minuto 37 arriva il clamoroso pareggio: punizione di Candreva dalla distanza e papera incredibile di Goicoechea che non riesce a respingere un tiro potente ma decisamente centrale: è 1-1. Continua a giocare meglio la Lazio e a scadere del tempo passa in vantaggio con Klose che raccoglie un pallone di Hernanes e insacca. La Roma perde la testa e lo fa soprattutto De Rossi che in una mischia in area sferra un pugno a Mauri, Rocchi lo vede e lo espelle, Roma in 10. L’inizio del secondo è dei peggiori per i giallorossi che subiscono ancora una rete con Mauri che sigla la rete del 3-1. Lo stesso Mauri sarà poi espulso per doppia ammonizione e poco dopo un eurogol di Pjanic (errore grave di Marchetti) che esulterà in maniera polemica verso la panchina fissa il risultato sul 3-2. La Lazio si rilancia dopo un periodo negativo ed ora c’è un banco di prova importante contro la capolista Juventus. L a Roma esce da questo derby con più interrogativi che certezze, c’è da valutare il caso De Rossi e se il progetto Zeman sia veramente funzionale per questa squadra.
Milan-Fiorentina 1-3: 10’ Aquilani, 38’ Borja Valero, 59’ Pazzini (M), 87’ El Hamdaoui. Montella sbanca a San Siro e lascia il Milan più vicino alla zona retrocessione che alla zona Europa. Il primo tempo è uno dei peggiori della stagione rossonera: dopo 10’ minuti sono in svantaggio subendo il gol dell’ex Aquilani su sviluppi di una rimessa laterale. Gli uomini di Allegri faticano e costruire giocano ma si trovano un’occasione d’oro per pareggiare: Roncaglia frana su Pato ed è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso brasiliano che calcia clamorosamente alto. Il rigore fallito è una mazzata per il Milan che al 38’ subisce il raddoppio viola ancora su sviluppi di una rimessa laterale: questa volta il marcatore è Borja Valero che dribbla gli uomini difensivi del Milan come birilli e ha la meglio di un Mexes troppo sufficiente. Nella ripresa Allegri stravolge il suo attacco inserendo Pazzini e Bojan. Il Milan va meglio e accorcia le distanze con Pazzini che sfrutta la ribattuta di un palo dopo uno splendido tacco di Mexes. I rossoneri ci credono e ci provano mentre la Fiorentina prova a congelare la partita con il suo possesso palla e le sue ripartenze. Su una di queste colpisce un palo con Cassani e poco più tardi trova il gol con El Hamdaoui che con una prodezza dal limite dell’area batte Abbiati. Bene la Fiorentina che conferma a pieno titolo di essere la quarta forza del campionato mentre il Milan sembra di colpo essere tornato a diverse settimane fa ed ora per i rossoneri ci sono Napoli e Juventus, sfide più che decisive.
Parma-Siena 0-0: Più Parma che Siena in questo incontro che si conclude a reti bianche. Siena poco incisivo per tutto il match mentre gli uomini di Donadoni cercano per tutto il match di trovare il gol che permetterebbe di sbloccare il match. Sulla strada dei gialloblù c’è però un Siena difensivo e chiuso che esce da Parma con un punto che se anche lo lascia all’ultimo posto della classifica avvicina la zona salvezza proseguendo questa incredibile rincorsa verso la salvezza. Per i ducali buona prestazione che lasciano però l’amaro in bocca con la sensazione di due punti persi più che un punto guadagnato. Il Parma rimane nella zona tranquilla della classifica a 6 punti dalla zona Europa.
Torino-Bologna 1-0: 65’ D’Ambrosio. Vince il Torino in casa contro un Bologna che fatica a rendersi pericoloso. I granata trovano i 3 punti con merito. Nel primo tempo mancano le emozioni e le poche che ci sono tutte di stampo granata ma Agliardi non è mai chiamato in causa per un vera parata. Nella ripresa il Torino spinge con maggiore insistenza e trova il meritato vantaggio con D’Ambrosio che di testa batte l’estremo difensore bolognese sul primo palo scheggiando il legno alla sinistra di Agliardi. Il Bologna guidato dal suo capitano Diamanti, unico a cercare di fare qualcosa, cercano la reazione ma Gillet non si sporca mai le mani. Vince il Torino tra le mura amiche dopo la serie positiva di risultati ottenuta in trasferta e aggancia il Milan in classifica. Perde invece il Bologna che fatica a vedere quanto di buono mostrato lo scorso anno e resta fermo al penultimo posto con il Siena che si avvicina e con la panchina di Pioli che inizia a traballare.
Atalanta-Inter 3-2: 9’ Bonaventura (A), 56’ Guarin, 60’, 67’ rig. Denis (A), 84’ Palacio. L’Atalanta ferma la striscia di vittorie dell’Inter e si porta ad un meritato sesto posto momentaneo. L’inizio del match è però a favore dell’Inter che nei primi minuti dà l’impressione di avere in mano il gioco ma al minuto 9 sono i padroni di casa a passare in vantaggio con un colpo di testa di Bonaventura. La squadra di Stramaccioni reagisce e va diverse volte vicina al pari ma trova sulla sua strada un super Consigli. L’Atalanta non sta a guardare e riparte veloce in contropiede fallendo clamorosamente con Denis l’occasione del raddoppio che calcia alto da pochi passi. Il primo tempo finisce 1-0 per i bergamaschi. L’inizio della ripresa è spezzetato da diversi falli che impedisce al gioco di essere fluido. È proprio su palla inattiva che l’Inter trova il pari con Guarin che calcia una punizione potentissima che piega le mani a Consigli. È 1-1. Neanche il tempo di respirare ed è ancora Atalanta gol: al 60’ Denis insacca da pochi passi alle spalle di Handanovic sfruttando un assist al bacio di Maxi Moralez. Sarà quest’ultimo che si procurerà poco dopo un dubbio rigore che Denis trasformerà per il 3-1. Ma il finale riserva ancora la rete di Palacio che di sinistro batte Consigli dopo aver ricevuto un buon pallone da Gargano. Nel recupero espulsione eccessiva per Parra. Bene l’Atalanta che dopo aver battuto Milan e Napoli ferma anche l’Inter confermando quando di buono visto fino ad ora. Si ferma l’Inter dopo 10 vittorie consecutive mantenendo però il secondo posto in classifica mostrando alcune lacune difensive dovute alle assenze di Ranocchia e Samuel che dovranno essere recuperati al più presto.
Classifica Serie A 12^ giornata:
Juventus 31, Inter 27, Napoli 26, Fiorentina 24, Lazio 22, Atalanta (-2) 18, Roma 17, Catania e Parma 16, Udinese e Cagliari 15, Torino (-1) e Milan 14, Palermo, Chievo e Pescara 11, Sampdoria (-1) 10, Genoa 9, Bologna 8, Siena (-6) 7.
Samuele Zaboi
